Deputato presso il Parlamento italiano (1992-2000), membro di varie commissioni (ambiente, politiche comunitarie, giustizia, bicamerale ciclo dei rifiuti).
Presidente o vicepresidente in commissioni parlamentari di amicizia fra deputati italiani e di altri paesi.
L'attività agricola ha un ruolo chiave nel nostro territorio. La politica agricola europea (PAC) è definita a livello comunitario dai governi degli Stati membri ed è attuata dagli stessi. Essa mira a sostenere il reddito degli agricoltori, ma al tempo stesso li incoraggia a dedicarsi alle produzioni di alta qualità richieste dal mercato e a cercare nuove opportunità di sviluppo, ad esempio nel campo delle fonti di energia rinnovabile rispettose dell'ambiente.
La PAC ha subito un'evoluzione costante per rispecchiare il mutare delle esigenze del settore agricolo e della società nel suo complesso. http://ec.europa.eu/agriculture/capexplained/change/index_it.htm
Nel 1999 la riforma realizzata con "Agenda 2000" per promuovere la competitività dell'agricoltura europea, oltre a confermare la nuova impostazione conteneva anche un'innovazione fondamentale: una politica di sviluppo rurale intesa a promuovere numerose iniziative aiutando nel contempo gli agricoltori a ristrutturare le aziende, a diversificare la produzione e a migliorare la commercializzazione dei prodotti. Furono fissati dei massimali di bilancio per garantire ai contribuenti che i costi della PAC non aumentassero fino a diventare incontrollabili. Nel 2003 è stata infine concordata una nuova, fondamentale riforma.
Gli agricoltori non sono più pagati soltanto per produrre generi alimentari. Oggi la PAC è imperniata sulla domanda e tiene pienamente conto delle preoccupazioni di consumatori e contribuenti, dando comunque agli agricoltori europei la libertà di adeguare la produzione alle esigenze del mercato.
Con la scomparsa del nesso tra sovvenzioni e produzione ("disaccoppiamento"), gli agricoltori dell'Unione Europea potranno essere più attenti alle esigenze del mercato poiché potranno scegliere cosa produrre in base a criteri di convenienza, potendo contare comunque su un reddito stabile.
Gli Stati membri hanno stabilito che le decisioni relative alla politica agricola siano adottate a livello comunitario e che sia previsto a tal fine un bilancio adeguato. In media, il finanziamento della PAC costa ad ogni cittadino circa 2 EUR la settimana, pari a 55 miliardi di EUR l'anno ( 40% del bilancio comunitario e meno dello 0,5% del PIL dell'UE). La spesa per la PAC è stata congelata (in termini reali) fino al 2013. Le spese saranno controllate rigidamente: è stato infatti introdotto un nuovo meccanismo di disciplina finanziaria per evitare che il tetto di spesa sia infranto.
Si tratta di finanziamenti indiretti il cui riferimento per l'Italia è il Ministero delle Politiche agricole e forestali. La spesa agricola è finanziata da due fondi, che rientrano nel bilancio generale dell'UE: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) finanzia i pagamenti diretti agli agricoltori e le misure per regolarizzare i mercati agricoli, come gli interventi e le restituzioni all'esportazione, mentre il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) finanzia i programmi di sviluppo rurale degli Stati membri.
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
L'unico regime di finanziamento permanente (annuale) nell'ambito della PAC gestito a livello centrale dalla Commissione (e per il quale le domande vanno presentate direttamente alla Commissione secondo una specifica procedura) è il regime relativo ad azioni di informazione riguardanti la politica agricola comune.
Bandi relativi alle azioni di informazione sulla PAC
Il FEASR rappresenta, insieme al FEAOG (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia), uno dei due strumenti di finanziamento della politica agricola comune (PAC) istituiti dal regolamento (CE) n. 1290/2005.
Il Fondo contribuisce a migliorare:
Il Fondo fornisce un’assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e locali che contribuiscono alle priorità della Comunità.
Ogni Stato membro elabora un piano strategico nazionale conformemente agli orientamenti strategici che sono stati adottati dalla Comunità. Ogni Stato membro trasmette in seguito il proprio piano strategico nazionale alla Commissione prima di presentare i propri programmi di sviluppo rurale. Il piano strategico nazionale copre il periodo che intercorre tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2013.
Il FEASR è dotato di un bilancio di 96,319 miliardi di euro (prezzi correnti) per il periodo 2007-2013, ossia il 20 % dei fondi destinati alla PAC. Su iniziativa degli Stati membri, il Fondo può finanziare azioni relative alla preparazione, alla gestione, alla sorveglianza, alla valutazione, all’informazione e al controllo dell’intervento dei programmi, entro il limite del 4 % dell’importo totale di ciascun programma.
Nell’ambito della gestione condivisa tra la Commissione e gli Stati membri, questi ultimi devono designare, per ciascun programma di sviluppo rurale, un’autorità di gestione, un organismo pagatore e un organismo di certificazione.
Sito internet dedicato al FEASR: http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm
Il link al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali: www.politicheagricole.it
Il portale dello sviluppo rurale: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1
I piani strategici nazionali sono attuati mediante programmi di sviluppo rurale che presentano una serie di misure raggruppate intorno a 4 assi:
L’aiuto a favore della competitività dei settori agricolo e forestale riguarda:
Per quanto concerne la gestione del territorio, il sostegno deve contribuire allo sviluppo sostenibile, incoraggiando in particolare gli agricoltori e i silvicoltori a gestire le terre secondo metodi compatibili con la necessità di salvaguardare i paesaggi e l’ambiente naturale nonché di proteggere e migliorare le risorse naturali. I principali elementi da prendere in considerazione comprendono la biodiversità, la gestione dei siti Natura 2000, la protezione delle acque e del suolo e l’attenuazione dei mutamenti climatici. In quest’ambito, il regolamento prevede in particolare aiuti destinati a compensare gli handicap naturali nelle regioni di montagna e nelle altre zone svantaggiate (indicate dagli Stati membri sulla base di criteri obiettivi comuni) o pagamenti agroambientali o silvoambientali che coprono unicamente gli impegni che vanno oltre le norme obbligatorie corrispondenti.
Possono inoltre beneficiare dell’aiuto le misure di sostegno agli investimenti non produttivi legati alla realizzazione degli impegni agro o silvoambientali o al raggiungimento di altri obiettivi agroambientali nonché le misure volte a migliorare le risorse forestali in un’ottica ambientale (aiuto all’imboschimento di superfici agricole, all’impianto di sistemi agroforestali o alla ricostituzione del potenziale forestale e alla prevenzione delle catastrofi naturali).
Il beneficiario che riceve pagamenti a titolo del miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale deve rispettare, nell’insieme della sua azienda, i criteri di gestione obbligatori (nel campo della salute, dell’ambiente e del benessere degli animali) e la buona condizione agronomica e ambientale prevista dal regolamento sul pagamento unico (regolamento n. 73/2009).
Per contribuire alla diversificazione dell’economia rurale, il regolamento prevede misure riguardanti:
L’aiuto concesso a titolo dell’asse LEADER riguarda:
I paesi dell'Unione Europea hanno deciso di gestire la pesca in maniera congiunta, attraverso la politica comune della pesca (PCP). Quest'ultima prevede una serie di misure per rendere florida e sostenibile l'industria europea della pesca.
Alcune delle principali attività della politica comune della pesca sono:
La Commissione ha avviato una revisione della politica comune della pesca per accrescerne l'efficienza. Per saperne di più:
http://ec.europa.eu/fisheries/reform/index_it.htm
Il FEP dispone di un bilancio di 4,3 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Sono disponibili finanziamenti per tutti i comparti del settore, vale a dire: pesca in mare e in acque interne, acquacoltura (allevamento di pesci, molluschi e piante acquatiche) e trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.
I progetti vengono finanziati sulla base di piani strategici e programmi operativi elaborati dalle autorità nazionali pertanto, è necessario far riferimento alle autorità di gestione dei singoli Stati membri.
I finanziamenti del FEP sono destinati a cinque settori o assi prioritari:
Per presentare una domanda di finanziamento è necessario contattare l'autorità che gestisce il Fondo per la pesca in Italia:
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